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Domenica 16 Maggio 2010 13:14

Caso Stefani, sindaco e giunta non devono chiamarsi fuori

«Caso Stefani, sindaco e giunta non devono chiamarsi fuori»
Il Resto del Carlino del 16/05/2010  ed. Ferrara  p. 9

«DESTANO grande preoccupazione i ritardi e le lentezze nell'attuazione del Museo dell'Ebraismo e della Shoah». Il capogruppo di Sinistra Aperta Daniele Civolani interviene nella polemica suscitata dalle dimissioni del direttore scientifico Piero Stefani. Partendo però dalla considerazione che il Museo «rappresenta un'occasione irripetibile per lo sviluppo e la crescita della città. PERCIO', prima ancora che il divorzio tra Stefani e il CdA presieduto da Riccardo Calimani, Civolani dichiara che la «preoccupazione è accentuata dal dubbio che la scelta di collocare il museo nelle ex carceri di via Piangipane da un lato abbia contribuito ad allungare i tempi di gestazione, e dall'altro rischi di appesantire la città di un altro cantiere 'infinito', se avviato senza disporre della copertura finanziaria necessaria a portarlo a termine». Il quadro si complica, afferma il capogruppo di Sinistra Aperta, a «seguito dell'emergere dei gravi conflitti tra direttore e presidente della Fondazione. Le dimissioni di Piero Stefani si configurano come una perdita grave per il Meis e per il rapporto tra il nuovo museo e la città. Nonostante i toni aspri del conflitto emerso, non riteniamo giusto assumerle come semplice dato di fatto, senza un approfondimento adeguato che aiuti la città a capire la natura reale dei problemi e verificare fino in fondo la possibilità di una ricomposizione che possa restituire a Piero Stefani il ruolo che merita». DI QUI anche il richiamo al sindaco Tiziano Tagliani, che ha dichiarato di dispiacersi dell'accaduto ma di non poter entrare nel merito di vicende che riguardano essenzialmente il CdA: «Riteniamo invece che spetti soprattutto al Comune e ai suoi massimi rappresentanti farsi carico di ogni azione utile al rapido e costruttivo superamento delle difficoltà - conclude Civolani -, solo così il progetto del Museo può acquistare lo slancio e la concretezza necessari, basate su risorse reali, per il bene della città».


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