Auspichiamo che – con riguardo a tale tema - il dibattito in corso da tempo nel Parlamento italiano possa concludersi con una normativa chiara e rispettosa dei principi costituzionali vigenti, garantendo altresì – come avviene nella maggior parte dei Paesi europei – il diritto irrinunciabile all’autodeterminazione del singolo con riguardo ai trattamenti sanitari (anche salvavita) che intenda rifiutare o accettare nelle fasi finali della sua esistenza. Comunque si concludano i lavori parlamentari, essi non toglierebbero peraltro valore etico e giuridico alle dichiarazioni anticipate rese dai cittadini e alle iniziative volte a disciplinare la tenuta dei registri dei testamenti biologici da parte degli Enti Locali. Da tutto questo può infatti venire un contributo determinante al fine di acclarare, anche in futuro, la volontà dei singoli interessati allorché essi non fossero più in grado di esprimerla.
Per questo chiediamo che il Consiglio Comunale di Ferrara discuta e dia seguito, in tempi certi e rapidi, alle sollecitazioni dell’associazione Coscioni, del Partito Radicale e del gruppo di Sinistra Aperta, adottando un provvedimento che istituisca formalmente il registro dei testamenti biologici e impegnando di conseguenza la Giunta ad assumere tutti i provvedimenti necessari a dare sbocco operativo a un servizio di questo tipo. Come dimostrano le esperienze da tempo avviate da altri Comuni, l’attivazione di un apposito servizio in grado di accogliere e registrare le dichiarazioni di volontà anticipata dei propri cittadini comporta costi estremamente contenuti e, viceversa, rappresenta un’iniziativa in grado di dare risposta concreta a bisogni e preoccupazioni legittimamente diffusi tra larga parte dei propri abitanti, in conformità a precisi diritti riconosciuti o estraibili dalla nostra Costituzione.