Mauro Presini
This must be the place
“C’è qualcosa che mi disturba, anche se non so esattamente cosa!”
È una delle frasi che ripete spesso Cheyenne, ex cantante rock interpretato da un superlativo Sean Penn, nel film “This must be the place” (Questo deve essere il posto).
Io credo di sapere che cosa è quel qualcosa che mi disturba... e mentre continuo a credere di saperlo mi viene in mente che, nel film di Sorrentino, a Cheyenne sono affidate altre frasi davvero singolari; ad esempio in una scena lui chiede alla moglie: “Perché hai lasciato che l’architetto scrivesse CUISINE nella nostra cucina? Lo sappiamo che è la cucina”.
E allora penso che la cucina dovrebbe essere il luogo della casa dove si preparano i cibi, dove si mescolano, si condiscono, si mettono insieme, si lasciano lievitare, si mettono a decantare, si cuociono; la cucina insomma è un luogo di odori e profumi dove i singoli elementi diventano qualcosa di più, insieme agli altri, anche grazie alla capacità di chi si mette a cucinare.
Nel film invece la cucina è un posto talmente freddo, distante, sterile, inabitabile che non si vede mai nessuno cucinare.
Ma sopra c’è scritto che quella è la CUCINA.
Ecco, io adesso lo so che cosa è quel qualcosa che mi disturba in questo momento...
Mi disturba chi mette le insegne luminose che indicano un contesto che dovrebbe essere lo stesso indicato dall’insegna ma nella realtà è un’altra cosa.
Perché la realtà è quello che tutti sappiamo, conosciamo, viviamo mentre l’insegna luminosa è un richiamo attraente, ma a volte, ingannevole.
Dubito delle insegne luminose proprio perché non sono la realtà di quel posto!
Mi riferisco in particolare alla parte della lettera che il Presidente del Consiglio ha scritto alla fine di ottobre all’Unione Europea e che contiene una dichiarazione di intenti, in diversi ambiti, volti a riassestare il nostro paese.
Per ciò che riguarda la scuola... sopra è accesa l’insegna, luminosa di eufemismi ma fredda di neon, con scritta la frase Promozione e valorizzazione del capitale umano; sotto è specificato che...”L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.”
La scuola, come la cucina, dovrebbe essere il luogo del territorio dove si preparano gli studenti, dove...massì continuo la metafora usando gli stessi termini... dove si mescolano, si condiscono, si mettono insieme, si lasciano lievitare, si mettono a decantare, si cuociono; la scuola, come la cucina, è un luogo dove i singoli diventano qualcosa di più, insieme agli altri, anche grazie alla capacità di chi si mette ad insegnare.
Invece la scuola a cui si fa riferimento nella lettera indirizzata all’Unione Europea, quella scuola che sta sotto l’insegna luminosa con su scritto: PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO è come la cucina del film... un posto freddo, distante, sterile, inabitabile, un posto dove si usano i termini “accountability”, dove le assegnazioni di fondi alle scuole sono affidate all’Invalsi, dove i docenti saranno valorizzati chiedendo loro ancora più impegno ma mantenendo fermi gli stipendi.
A me sembra che questo uso dei termini presi da altri vocabolari ed usati a proposito di persone sia inadeguato ed evidenzi facilmente un contrasto stridente...
CAPITALE con UMANO non ci sta.
INVALSI con IMPEGNO DIDATTICO non ci sta!
ACCOUNTABILITY con SCUOLA non ci sta.
“Accountability” vuol dire “rendicontazione”... ma io non saprei dire quale delle due parole sia più brutta. Chi ne sa più di me di vocaboli economici usati nel contesto scolastico, scrive: “Accountability” è una parola inglese che non ha un esatto equivalente in italiano. La si può tradurre con “rendicontazione” o con “responsabilità rispetto agli esiti”. Nell’accezione più generale, essa indica l’obbligo di render conto a chi vi è interessato (stakeholders) dei risultati della propria azione in un certo ambito.(La definizione è tratta da una pubblicazione di Angela Martini, ricercatrice INVALSI, a cura della Fondazione Agnelli)
In concreto quindi: accrescere l’accountability delle scuole vuol dire fare una classifica delle scuole sulla base dei risultati ottenuti nei test Invalsi; nella pratica il nostro Presidente del Consiglio ha promesso alla Unione Europea che si daranno soldi alle scuole che insegneranno ad indovinare i test e si toglieranno soldi alle scuole che continueranno ad insegnare a studiare e a ragionare.
Per eliminare gli ultimi eventuali dubbi residui sui veri obiettivi dell’Invalsi aggiungo che, ma qualcuno lo ha già fatto circolare, nello statuto dell’Invalsi, all’interno dell’articolo 2 – FINALITÀ, è scritto “…concorrere alle azioni di sviluppo della cultura del merito promosse dalla Fondazione per il merito…”
Poco dopo, all’interno dell’articolo 4 - MISSIONE e OBIETTIVI, si legge: “…lo svolgimento di attività di ricerca e la collaborazione alle attività di valutazione del sistema scolastico al fine di realizzare iniziative di valorizzazione del merito anche in collaborazione con il sistema universitario…”
Ne deriva che fra i compiti dell’Invalsi è espressamente previsto quello dell’individuazione di una “classifica degli insegnanti”.
Le domande sono molte: chi giudicherà? Su quali basi deciderà? Chi darà i punti? Sarà come in certi sport, gli insegnanti in trasferta potranno ottenere punti doppi? O sarà come nella Champion League, dagli ottavi di finale in poi ci sarà la regola dell’eliminazione diretta?!?
Sempre nel film di Sorrentino, a Cheyenne sono affidate altre frasi davvero esemplari; ad esempio in una scena dice: “Il problema è che passiamo troppo velocemente dall’età in cui diciamo Farò così a quella in cui diremo E’ andata così”.
Io ormai ho capito che cosa è quel qualcosa che mi disturba...
Mi disturba che si travisi la realtà con insegne luminose ingannevoli e che ci si abitui a dire È andata così senza prima aver almeno provato a dire Farò così.
Perché i Collegi dei Docenti non possono essere confusi nel decidere se correggere le prove Invalsi a spese del proprio Fondo di Istituto o a spese delle due ore di programmazione settimanale per gli insegnanti elementari.
Perché i Collegi dei Docenti non possono essere obbligati a scegliere solo fra il correggere gratis e il correggere a pagamento.
Perché il personale docente non è affatto obbligatoa correggere le prove INVALSI.
“This must be the place” è anche il titolo di una canzone dei Talking Head che David Byrne, interpretando se stesso, canta anche nel film dal titolo omonimo.
Le Teste Parlanti, con i piedi per terra e la testa nel cielo, possono scegliere di non somministrare le prove Invalsi e di non correggerle. Va bene, non c’è niente di sbagliato. Niente.
Quindi, comunque cantiate “Feet on the ground Head in the sky. It's ok I know nothing's wrong . . nothing” e riconosciate cosa vi disturba, buona lettura della bozza di mozione da presentare ai Collegi dei Docenti, proposta dal Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova. Mauro
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In allegato il volantino che il Coordinamento Istruzione Pubblica di Ferrara distribuirà:
- lunedì 19 settembre, primo giorno di scuola, davanti ai plessi della provincia;
- nel pomeriggio dello stesso giorno alle ore 18 presso la libreria MelBookStore in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Stefano Benni;
- il giorno 30 settembre alle ore 15 davanti alla Biblioteca Ariostea prima dell’intervento di Tullio De Mauro previsto nell’ambito del Festival di Internazionale.
Il Coordinamento Istruzione Pubblica sta organizzando inoltre, per i mesi di ottobre e novembre, una serie di incontri destinati ai genitori, in particolare alle famiglie che il prossimo anno iscriveranno i loro figli alla scuola primaria. Lo scopo è quello di far conoscere la realtà vera della scuola pubblica italiana e non quella di favola raccontata dal ministro Gelmini, oltre ad offrire una visione nitida sulle pericolose basi culturali su cui poggia una scuola stravolta dai tagli e dalle bugie.
Il Coordinamento Istruzione Pubblica è inoltre disponibile ad offrire “istruzioni per l’uso della scuola ai tempi della Gelmini” ed eventuale supporto ed assistenza in caso di segnalazione di problemi.
Le persone possono segnalare il proprio interesse al seguente indirizzo elettronico: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Infine il Coordinamento sta predisponendo un dossier specifico contenente dati sulle scuole della provincia di Ferrara che verrà presentato prossimamente.
Si chiede cortesemente la Vostra collaborazione per la riproduzione, la distribuzione e la diffusione del volantino (che, essendo impaginato volontariamente alla rovescia, ho pensato di incollarVi anche sotto ma con il testo disposto in maniera “civile”).
Comunque lo capovolgiate, buona resistenza. Mauro
LA SCUOLA SOTTOSOPRA
Per leggere e capire questo testo sulla scuola pubblica bisogna mettersi con i piedi in aria e la testa in giù, chi ci riesce ha compreso che per interpretare il mondo bisogna capovolgerlo; chi ne è capace è convinto che per vivere senza farsi tanti problemi, il mondo della scuola debba essere letto alla rovescia.
Nel mondo alla rovescia infatti ogni parola riacquista il suo vero significato: gli opportunisti si chiamano “responsabili”, per proteggere gli evasori si usa lo “scudo fiscale”, fare la guerra si dice “esportare la democrazia” e “libertà di scelta per i genitori” significa finanziare le scuole private con soldi pubblici.
Nel mondo alla rovescia anche i valori sono alla rovescia: si disprezzano l’onestà, la sincerità, l’altruismo, la solidarietà, la generosità, la cooperazione e si ricompensano la disonestà, la bugia, l’egoismo, il menefreghismo, l’avarizia, la competizione.
Nel mondo alla rovescia anche la scuola è alla rovescia; infatti nella scuola del mondo alla rovescia non ci sono drammatici tagli di personale e di risorse ma “razionalizzazioni della spesa pubblica”, non c’è una diminuzione nella quantità e nella qualità degli insegnamenti ma una “essenzializzazione dei programmi”, non c’è razzismo bensì “discriminazione transitoria positiva”, non c’è il finanziamento alle scuole private ma il “sostegno al sistema di formazione integrato”, non ci sono classi pollaio ma “presunto sovraffollamento delle classi”, non c’è emarginazione degli alunni con disabilità ma “flessibilità nei modi dell’integrazione”.
Nella scuola del mondo alla rovescia il programma di matematica prevede: sottrazioni, divisioni, impotenze e classifiche. In grammatica si continua a predicare verbalmente, a studiare il singolare, le subordinate, i nomi alterati e le azioni si trasformano in rassegnazioni.
In storia si fanno esercizi di amnesia, in geografia si studiano gli spazi angusti e solo i paesi del nord.
Come scriveva Eduardo Galeano, nella scuola del mondo alla rovescia si insegna a subire la realtà invece di cambiarla, a dimenticare il passato invece che ascoltarlo, ad accettare il futuro invece di immaginarlo e a vedere il prossimo come una minaccia e non come una promessa.
Nella scuola del mondo alla rovescia si può stare tranquilli perché va tutto molto bene.
SIAMO TUTTI COINVOLTI... nella scuola del mondo alla rovescia
Pressioni ed impressioni di settembre
Impressioni di settembre…
…Quante gocce di rugiada intorno a me, cerco il sole ma non c’è…
Chiedo scusa per i soliti fastidiosi collegamenti musicali che mi saltano fuori nei momenti sempre meno opportuni… o forse no… forse escono perché sono il naturale sottofondo sonoro per la fine di un’estate da favola.
Quella del ministro Gelmini, naturalmente.
Il Ministro infatti non ha potuto permettersi troppe vacanze: la famiglia ha fatto base a Positano ma lei ha dovuto affrontare un tour per la promozione del suo libro di favole "Quando diventerai grande. Fiabe per crescere insieme" Edizioni...emelochiedetepure...Mondadori.
Dopo aver lasciato ai feticisti la corsa alle librerie per cercare queste 222 pagine che hanno lo scopo di insegnare ai bimbi cosa sia il mondo e come vada affrontato, mi sorprende un sospetto sconvolgente: forse il Ministro preso dalle favole che legge, da quelle che scrive, da quelle che pubblica e da quelle che racconta non si è accorta, il 31 agosto scorso, di essere in conferenza stampa ed ha continuato a raccontare favole a proposito della realtà della scuola italiana.
Credo sia davvero così altrimenti non si spiegherebbero certe affermazioni sconcertanti pronunciate con un tono agghiacciante in un contesto sconvolgente.
Per un’analisi più approfondita di quelle affermazioni favoleggianti rimando al documento del Coordinamento Istruzione Pubblica di Ferrara in allegato.
Nonostante il Consiglio di Stato le abbia dato il consiglio di dimettersi visto che i suoi tagli sono stati dichiarati illegittimi, il ministro Gelmini continua a vivere nel mondo delle favole.
Per un rientro nel mondo reale sia del ministro che di tutti quelli che si illudono che questi tagli siano solo una brutta favola che una volta iniziata la scuola spariranno, credo siano necessarie decise PRESSIONI DI SETTEMBRE.
Ad esempio, per l’adesione allo sciopero CGIL del Coordinamento Istruzione Pubblica di Ferrara rimando al documento allegato.
ImPRESSIONI di settembre…
…Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già: il giorno come sempre sarà…
E poi via che parte quell’inciso stupendo col moog, che uno strumento tradizionale non sarebbe mai riuscito a rendere.
…Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già…
E via che parte di nuovo, senza essersi mai fermato, quel movimento straordinario di persone a difesa della scuola pubblica che una politica tradizionale non sarebbe mai riuscita a rendere.
Comunque filtriate tra la nebbia, buona manifestazione. Mauro
sFASCIando la scuola
È paradossale che il condizionamento mediatico sia arrivato al punto che quando ci scappa una parola come “fascista” verso persone, atteggiamenti o modi evidentemente “fascisti”, prima di pronunciarla ci si pensi un sacco di volte… come se si potesse essere accusati di apologia di comunismo, come se ci si sentisse in colpa, come se fosse un reato o una bestemmia, come se non fossero invece coloro i quali usano metodi, atteggiamenti e discorsi “fascisti” quelli che, essendo deboli di Costituzione, dovrebbero essere allontanati quel tanto che basta per eliminare il virus.
Del resto, da quando il PierPresidente ha iniziato a definire comunisti: i comunisti (mi stupiscono quelli che la vivono come una colpa), gli avversari politici (mi disorientano quelli che non controbattono), i giornalisti (mi sbalordiscono quelli che non sanno dire la verità in modo semplice), i magistrati (mi sconcertano quelli che non usano chiaramente il termine ladro e mafioso), le donne con meno della quarta di reggiseno (mi meravigliano quelle che ci stanno), gli interisti (mi sorprendono quelli che non hanno capito dalla campagna acquisti del Milan che il presidente ha perso consensi), quelli di Famiglia Cristiana, i preti, i bambini, gli abruzzesi, gli elettricisti, gli arbitri, le parrucchiere, Robin Hood, Willie Coyote, Paperino Paolino, gli abitanti di Marte e tutti quelli che non sono SilvioDipendenti… è iniziata una strana procedura mentale per cui tanti si sono sentiti sbagliati. Sbagliati perché lo ha detto LUI.
A questo punto, a proposito di scuola elementare e di elementi di base, propongo qualche definizione che spero riuscirà a lenire i sensi di colpa a qualcuno:
1) dal dizionario Devoto Oli
fascista [fa-scì-sta] agg., e s.m. e f. (pl.m. –i, f. -e)
<omissis> estens. Chiunque faccia propri i metodi di lotta politica tipici della dottrina fascista, oppure fondi i rapporti umani e sociali sull’uso indiscriminato della forza, reazionario.
2) dal dizionario Sabatini Coletti
fascista [fa-scì-sta] agg., s. (pl.m. -sti)
<omissis> estens. Chi interpreta i rapporti sociali come rapporti di forza e quindi con prepotenza e intolleranza. <omissis>
Partendo quindi dal presupposto che il dizionario ci insegna che: “fascista” si può dire senza avere infiammazioni del cavo orale, disturbi psicogastrici, sindromi pervasive dello sviluppo, aggiungo solo qualche breve e recente esempio affinché ciascuno si eserciti o si riabiliti, in maniera logopedicamente corretta, a pronunciare il termine “fascista” a proposito di alcuni episodi riguardanti la scuola. Ciò allo scopo di ricordarlo al momento opportuno per un uso corretto, igienicamente testato e socialmente utile.
Esempio numero 1:
Il collega Francesco Mele dell'Istituto Meucci di Modena è stato «censurato» dal suo preside, Paolo Davoli, che gli ha vietato di parlare nel Collegio dei Docenti degli effetti negativi della Riforma.
Al link sotto indicato è possibile firmare il seguente appello per la democrazia nella scuola e la libertà d'insegnamento.
Esprimo solidarietà al Prof. Francesco Mele, docente di Chimica presso l’IIS Meucci di Carpi, che è stato censurato per avere difeso le competenze del Collegio dei docenti dalle prevaricazioni del Dirigente scolastico e per aver proposto, assieme alla maggioranza dei componenti il collegio, la messa in votazione di una mozione di critica ai provvedimenti Gelmini /Tremonti che stanno distruggendo la nostra scuola pubblica .
Respingo con forza il tentativo del Dott. Limina, direttore dell’USR dell’Emilia Romagna di annullare le competenze degli organi collegiali di gestione della scuola e di censurare ogni manifestazione di pensiero critico, per di più in nome di affermazioni quali “qui si lavora, non si fa politica” che ci ricordano parole d’ordine del potere totalitario, tipiche di un periodo storico che non vorremmo più rivedere.
http://www.retescuole.net/appello
Esempio numero 2:
L'iniziativa destinata alla scuola si chiama "Allenati per la vita", gli sponsor sono i ministri Gelmini e La Russa.
Le materie che gli studenti “balilla” affronteranno partono dal diritto costituzionale per finire con "cultura militare", "armi e tiro", "sopravvivenza in ambienti ostili". In mezzo "difesa nucleare, batteriologica e chimica", "superamento ostacoli", "topografia ed orientamento". Il corso - la cui partecipazione è volontaria - finirà con un gara pratica tra "pattuglie di studenti".
Ufficialmente l'obiettivo del progetto è quello di "contrastare il bullismo grazie al lavoro di squadra".
(Ma io credo che nel vocabolario La Russa-Gelmini il sinonimo di “contrastare” sia “annientare”).
Chi invece non ha problemi a chiamare le cose con il loro nome è il mio amico Girolamo De Michele che intitola un capitolo del suo splendido-documentato-potente-emozionante-critico-necessario-lenitivo-prospettico-resistente-vitalissimo-recente libro:
Fascismo pedagogico e fascismo di ritorno
A questo link http://www.carmillaonline.com/archives/2010/09/003615.html il testo tratto dalle pp. 295-310 del libro:
LA SCUOLA È DI TUTTI Ripensarla, costruirla, difenderla,
minimum fax, Roma 2010
Nelle librerie si può trovare il libro completo a 15 euro, comprensivi degli spazi bianchi fra le parole scritte in nero che trasudano passione, impegno e grande studio e cura nella documentazione.
Scrive Valerio Evangelisti: Una scuola degna di questo nome un insegnante come Girolamo De Michele – scrittore raffinato, esperto di filosofia e pedagogia, adorato dai suoi studenti – se lo terrebbe ben stretto. Se ciò non accade, la malattia è nel sistema. Tocca allo stesso De Michele segnalare, a colpi di logica ferrea e di argomentazioni ineccepibili, la deriva dell’istituzione base di ogni società civile verso mutazioni pericolose, e indicare la strada per un’autentica riforma.
Scrive Wu Ming 1: Volete sapere cosa accade oggi nella scuola, alla scuola, grazie alla scuola o a dispetto della scuola? Provate a chiederlo a Girolamo De Michele
Ovunque andiate a comprare il libro, buona lettura degli allegati “Difendiamo l’istruzione dalla guerra” e”Gelmini a passo d’oca sulla scuola” tratti dal Manifesto del 24 settembre 2010. Mauro
La classe non è "WATER"
A chi insegna e a chi non si rassegna…
A chi collabora e a chi sta aspettando…
A chi è dirigente e a chi è in mezzo alla gente...
A chi non si spezza e a chi è costretto agli spezzoni…
A chi ha continuato a lottare e a chi non ha mai smesso di sostenere…
A chi resiste nonostante il clima e a chi, resistendo, lo perturba…
A chi ha le ossa doloranti e a chi ha il fegato ingrossato...
A chi invia posta e a chi si sposta…
A chi si indigna e a chi non perde la dignità…
A chi partecipa e a chi parteciperà…
A chi comincia a crederci e a chi ci ha sempre creduto… buona lettura del pezzo tratto dall’Unità del 3 settembre 2010.
Salute e saluti. Mauro Presini
Istruzione di Stato, la base della Repubblica
Nell’art. 34 della Costituzione è racchiusa la visione che i Costituenti ebbero della scuola pubblica, della «scuola aperta a tutti», perché «è nella scuola che si forma l’anima della Nazione ed è attraverso la scuola che» i Costituenti intendevano offrire «veramente un nuovo volto, una nuova fisionomia, ma soprattutto una nuova anima all’Italia repubblicana » (Macrelli).
È attraverso la scuola che si sarebbe potuto «rialzare il carattere degli italiani dopo la rovinosa batosta della guerra» (Calosso).
Un principio rivoluzionario che avrebbe consentito ai poveri di «accedere all’istruzione» e che imponeva la formazione di «una scuola pubblica fiorente, nella quale tutti gli Italiani, senza differenza di fede politica e religiosa» avrebbero potuto «andare senza imbarazzo, minorità o costrizione» (Bernini).
In quel momento storico era particolarmente sentita l’esigenza «di fare avanzare verso i gradi superiori della cultura quelli che ne sono stati esclusi non per difetto d’ingegno, ma per difficoltà economiche finora insuperabili. (…)Da secoli, il figlio del contadino e dell’operaio continua a fare il contadino e l’operaio. (…)Non è un problema sentimentale questo; non si tratta di generosità d’animo che apra al povero la via della elevazione economica e intellettuale; non si tratta di un beneficio che la fortuna dei pochi debba concedere alla miseria dei più. (…) Noi combattiamo per la conquista di diritti; e ogni beneficio è, sotto certi riguardi, una negazione di diritto, perché ogni beneficio è revocabile» (Marchesi).
Con la scuola pubblica, la Costituzione impegnava la Repubblica ad «aprire ai capaci e meritevoli, anche se poveri, i gradi più alti dell’istruzione (…)per utilizzare a vantaggio della società forze che» sarebbero restate «latenti e perdute» e per «attuare una vera ed integrale democrazia» (Ruini). Nella scuola pubblica «tutti quanti senza tessera e senza certificato di fede» sarebbero potuti entrare e «il merito dei discenti e dei docenti» sarebbe stato «misurato soltanto dalla loro buona fede e dalle loro capacità » (Binni). Nella scuola pubblica si sarebbe potuti «entrare con animo tranquillo: essa è asilo di tutte le coscienze ed è la scuola di tutti i cittadini» (Marchesi).
I Costituenti, inoltre, riconobbero anche la possibilità di istituire delle scuole private, ma a condizione che la loro istituzione non avesse comportato alcun onere economico per lo Stato, perché «il cittadino che preferisce la scuola privata alla pubblica, obbedisce a una preferenza che deriva da comodità e non da necessità» (Marchesi). La scuola pubblica avrebbe dovuto essere «una scuola liberale, aperta palestra di tutte le idee» e nella quale avrebbero potuto «possono insegnare i cattolici, i comunisti, gli idealisti, uomini di ogni fede. (…)Libero chiunque di ricorrere ad una scuola privata di fiducia,ma come colui il quale al medico condotto o al medico della mutua preferisce il suo medico di fiducia, deve sostenerne le spese, così il cittadino deve pagare la scuola privata di sua fiducia, che egli ha scelto.
Sarebbe un paradosso che lo Stato, che non ha nemmeno abbastanza denaro per le proprie scuole, dovesse in qualunque maniera finanziare delle scuole che non gli appartengono» (Preti).
Era l’esperienza degli stessi Costituenti che deponeva in «favore della scuola di Stato; è il fatto che tutti» erano «cresciuti insieme in questa scuola di Stato» ed erano eppure «diventati in casi diversi, cattolici, e buoni cattolici; socialisti, e buoni socialisti; comunisti, e buoni comunisti».
Erano questi i motivi per cui «la scuola di Stato vada difesa e che chi difende la scuola di Stato non fa opera di parte, ma fa gli interessi del Paese e gli interessi della democrazia» (Binni).
proTESTare humanum est
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dal Manifesto del 15-07-2010:
La battaglia per la scuola non conosce pausa estiva
di Luca Fazio
MILANO
Non ce ne sarebbe alcun bisogno, ma basterebbero le ultimissime due «uscite» del ministro Mariastella Gelmini per far andare su tutte le furie gli insegnanti precari e non che questa mattina alle 10 trovano la forza di protestare in piazza Montecitorio contro lo smantellamento della scuola pubblica - organizza il Coordinamento dei precari della scuola e partecipa anche la Flc Cgil.
Ieri, rispondendo alla Camera ad un'interrogazione di Paola Binetti (ex Pd al cilicio e oggi Udc), Gelmini ha assicurato che per il 2010 «saranno confermati i 130 milioni di euro per le scuole paritarie, al fine di garantire la libertà di scelta educativa delle famiglie».
Quindi: mentre nella scuola pubblica la riduzione di risorse è pari a 8 miliardi di euro in tre anni, alle scuole private non viene tolto nemmeno un centesimo. E proprio oggi - sono i dettagli che rivelano l'abominio - Mariastella presenta i nuovi «meccanismi di valutazione oggettiva degli apprendimenti per il miglioramento della vita scolastica», alla presenza di Roger Abravanel, guru della consulenza aziendale e titolare del sito www.meritocrazia.com (roba da far arrossire chi si è rifugiato nell'esamificio calabrese per passare l'esame di stato).
Vabbé, di ben altra sostanza si occupano i lavoratori della scuola pubblica. E viene da chiedersi come mai di fronte al taglio previsto di 131.900 posti lavoro in tre anni tra personale docente e Ata (come 26 Fiat di Pomigliano...) non si siano ancora viste le barricate per le strade, magari infittite dalla presenza di milioni di famiglie coinvolte dal provvedimento. Già lo scorso anno scolastico (2009/10) la mannaia di Gelmini/Tremonti ha fatto fuori 57.267 lavoratori - 42.100 docenti e 15.167 Ata. Ed era solo l'inizio.
Per l'anno scolastico 2010/11, invece, in un contesto già penalizzante per i dipendenti pubblici che pagheranno cara la manovra finanziaria (dagli stipendi più bassi d'Europa la Flc Cgil ha calcolato che verranno prelevati tra gli 800 e i 3.000 euro all'anno), i tagli prevedono la sparizione di altri 40.767 posti - 25.600 docenti più 15.167 Ata.
Per calcolare l'entita del danno, concentriamoci sulla geografia dei nuovi tagli al personale docente (25.600) che penalizzeranno la didattica a partire da settembre nelle scuole di tutta Italia. Il 27% dei tagli è concentrato al nord (-6.902 posti), il 24% al centro (-6.129) e ben il 49% al sud (-12.530 posti). La regione più penalizzata al nord è la Lombardia (-2.760 posti, 10% del totale), al centro è il Lazio (-1.830 posti, 7,16% del totale), mentre al sud particolarmente penalizzate sono Puglia (-2.535 posti), Sicilia (-3.325 posti) e Campania (-3.687 posti).
Elementari, medie, superiori: non si salverà nessuno. Solo l'organico per la scuola dell'infanzia è stato incrementato di 560 posti (+0,69). Il 33,34% dei tagli è concentrato alle elementari (-8.709 posti), il 14% alle medie (-3.662 posti) e il 52,64% alle superiori (-13.750 posti). Senza fare della facile demagogia - è vero però che a Milano i bambini delle elementari si puliscono il sedere con la carta igienica razionata - è facile immaginare quali sconquassi produrrà una simile riduzione di personale in una scuola pubblica di per sé già pericolante.
Ogni istituto cercherà di metterci una pezza, ma, a grandi linee, andiamo a vedere cosa è accaduto e accadrà in una qualunque classe elementare del paese nel corso del trienno maledetto. Si passerà mediamente da 18,69 alunni per classe a 19,09, cioé 2.900 classi in meno, e circa 55.000 alunni da «ricollocare»; per circa 100.000 classi su 138.000 l'orario settimanale sarà ridotto mediamente di 3 ore, e il mantenimento del tempo pieno dipenderà dal numero di classi attivate a 24 ore settimanali (con il maestro unico, perché saranno eliminate le compresenze); l'insegnamento della lingua inglese verrà affidato solo alle insegnanti specializzate, con il conseguente taglio degli 11.200 posti delle insegnanti specialiste. E la stessa «filosofia» impoverirà anche medie e superiori (innalzamento del numero di alunni per classe, eliminazione delle compresenze, taglio di posti di lavoro).
Ecco perché, questa mattina, mentre Gelmini gioca con il signor Meritocrazia, alcuni insegnanti fanno i compiti per le vacanze in una data insolita, «che lungi dall'essere un appuntamento rituale, vuole rappresentare un importante momento di coesione tra tutte le componenti della scuola, insegnanti precari e di ruolo, studenti, genitori e personale Ata». L'idea è quella di non smobilitare in estate, in modo da arrivare in cattedra già carichi, senza dover perdere tempo con il ripasso per affrontare il primo compito in classe dell'anno. Dicono che scioperano già a settembre.
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Dal sito di Repubblica
Al via il progetto "Qualità e merito" così Gelmini dà i voti ai docenti
Pagelle in arrivo per scuole e insegnanti. Borse di studio al merito e studenti sottoposti a test per valutare l'operato dei prof. Il ministro illustra la strada che la scuola percorrerà nei prossimi anni. Per arrivare a una classifica delle medie e delle superiori
di SALVO INTRAVAIA
ROMA - Pagelle in arrivo per scuole e insegnanti. Ma non solo: borse di studio in base al merito, e non più in base al reddito, e studenti sottoposti a test oggettivi standard due volte all'anno, per verificare proprio l'operato degli insegnanti. Insomma: niente più fannulloni dietro la cattedra. Il tutto sarà accompagnato da un (probabile) ulteriore taglio alle ore di lezione. Nel presentare oggi il progetto "Qualità e merito", il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha indicato la strada che percorrerà la scuola italiana nei prossimi anni. E cioè: più qualità e meno quantità e, soprattutto, largo al merito. Ad affiancare la Gelmini in futuro ci sarà Roger Abravanel, autore del saggio Meritocrazia. Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto.
Per fare questo, già dal prossimo mese di settembre gli alunni delle scuole medie verranno sottoposti a due diversi test Invalsi standardizzati: il primo in ingresso (all'inizio dell'anno scolastico) e il secondo a fine anno. Il progetto è alle sue battute iniziali, ma è chiaro l'obiettivo del governo: tra pochi anni, sarà pronta la classifica delle scuole medie e anche quella delle scuole superiori. "Da settembre - fa sapere il ministro - con il nuovo anno scolastico (2010/2011), il progetto coinvolgerà mille scuole medie e, dal 2011/2012, anche la scuola superiore. Entro il 2013 il 50% delle scuole medie sarà interessato dai test. Dal 2013 in poi - aggiunge - il Piano sarà esteso gradualmente a tutte le scuole medie italiane".
Ma di che cosa si tratta? "Conclusa la prima fase del processo di riforma della scuola - spiega il ministro - il prossimo obiettivo da raggiungere è migliorare la qualità del sistema educativo". E lo strumento principe per fare decollare il nostro sistema-scuola sarà il test. "I test - sostiene Gelmini - permetteranno di rilevare le carenze di ogni singolo studente e di pianificare azioni mirate per colmare le lacune dimostrate". E in più "sarà possibile iniziare a valutare oggettivamente i rendimenti delle singole classi" in modo da "valorizzare l'autonomia scolastica, poiché darà agli istituti la possibilità di valutare i propri risultati e avviare un processo di miglioramento della qualità dell'insegnamento". Ma che consentiranno anche di promuovere la meritocrazia. "L'erogazione di borse di studio - fa notare la Gelmini - da assegnare agli studenti particolarmente meritevoli non può prescindere da una valutazione imparziale e credibile delle competenze dei ragazzi".
Un primo passo per creare "un sistema nazionale di valutazione che sarà pienamente attivo con il completamento del corpo ispettivo, previsto nei prossimi mesi". E alla fine le "scuole saranno finalmente valutate su base oggettiva e sarà costituito un ranking nazionale degli istituti migliori". Un po' come avviene per gli atenei. Al centro del processo saranno ovviamente gli insegnanti, che dovranno sbracciarsi per rendere efficace la loro azione educativa. "Quest'anno - prosegue la Gelmini - i test hanno impegnato 17.600 studenti, verificando le competenze solo per quanto riguarda la Matematica. Dall'anno prossimo i ragazzi interessati saranno 50 mila e verranno esaminati anche sull'Italiano. I docenti coinvolti aumenteranno da 770 a 2 mila, assistiti da 200 tutor rispetto ai 68 dell'anno scorso".
Secondo la coppia Gelmini-Abravanel dirottare il sistema scolastico verso la valutazione è necessario perché la "crisi che ha colpito l'economia mondiale ha evidenziato la necessità di un sistema d'istruzione in grado di fornire le competenze necessarie per affrontare la competizione internazionale e riprendere la strada della crescita". Obiettivo che non può essere raggiunto "senza l'introduzione di meccanismi e prove di valutazione oggettive elaborate sulla base di parametri standard ed internazionali: l'Italia è ormai l'ultimo paese in Europa nel quale la valutazione degli apprendimenti rappresenta esclusivamente un "fatto interno", che si realizza cioè tra l'insegnante e lo studente attraverso criteri del tutto soggettivi".
I paesi che nei test Ocse-Pisa, rivolti agli studenti delle scuole medie, raggiungono i migliori risultati, ricorda il ministro, hanno anche un Pil pro capite più alto. E non è una questione di ore passate a scuola: "l'Italia ha il maggior numero di ore di insegnamento e allo stesso tempo i risultati più scarsi". "In passato - conclude il ministro - il criterio privilegiato dal sistema educativo del nostro Paese è stato la quantità. Questa scelta non ha affatto contribuito al successo scolastico degli studenti. Non è importante dunque quanto tempo gli studenti trascorrono a scuola, ma come investono il proprio tempo tra i banchi. E' evidente dunque che l'unica strada percorribile è migliorare la qualità del sistema, attraverso meccanismi di valutazione oggettiva".
Ma l'opposizione dissente. "Prove standardizzate come quelle che l'Invalsi ha somministrato quest'anno all'esame di terza media - dichiara la senatrice del Pd, Mariangela Bastico - sono ampiamente estranee alle modalità della didattica d'aula volta alle conoscenze e non alle competenze misurate in queste prove. Quindi, questi test daranno sempre i risultati falsati". "Inoltre - aggiunge Bastico - credo che la valutazione debba far comprendere quali siano gli elementi di sistema per cui alcune scuole hanno una riconosciuta qualità e danno buoni risultati ed altre no".
Una valutazione che, secondo la parlamentare, "deve essere rivolta all'organizzazione nel suo complesso e non solo ai singoli ragazzi e ai singoli docenti". "Non vorrei - conclude - che questi test servissero per un altra campagna pubblicitaria del ministro Gelmini legata alla meritocrazia o un altra occasione per gettare fango sugli insegnanti e sulla scuola. Se così non è, allora il ministro venga nelle Commissioni parlamentari competi per un confronto approfondito e costruttivo".
(15 luglio 2010)
Nota del sottoscritto: Roger Abravanel (Tripoli, 1946), laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, master in business administration all'Insead di Fontainbleau, ha lavorato per trentaquattro anni in McKinsey come consulente di aziende italiane e multinazionali in Europa, America ed Estremo Oriente. Nel 2006 ha lasciato la McKinsey ed è attualemente consigliere di amministrazione di varie aziende e advisor di fondi Private Equity in Italia e all' estero. E' autore di saggi e articoli, tra i quali Privatizzare per liberalizzare (1993), I distretti tecnologici (2001), Le sfide della crescita delle imprese famigliari italiane (2006), Scelte coraggiose per sviluppare un'economia di servizi (2006).
Prendiamoci cura
Cosa si può fare?
Inoltro un articolo a cura dell’avvocato Corrado Mauceri del Tavolo Toscano per la Difesa della Scuola Statale, fra gli artefici principali del ricorso in seguito al quale il Tar del Lazio ha sospeso alcune circolari ministeriali. Grazie a Fabiano per la segnalazione.
Comunque facciate la vostra parte, buona lettura. Mauro
Dopo l’ordinanza del TAR che ha sospeso le circolari ministeriali sulle iscrizioni e sugli organici: cosa si può fare (o si dovrebbe fare se il Ministero avesse un minimo di senso dello Stato?)
Nota di Corrado Mauceri del Tavolo regionale toscano per la difesa della scuola statale
Il TAR del Lazio ha sospeso le circolari con le quali il Ministero ha disposto le iscrizioni nelle scuole superiori di II grado i tagli agli organici delle scuole di ogni ordine e grado sulla base di una normativa ancora inesistente ed in palese violazione della normativa vigente.
A fronte di tale macroscopica violazione della normativa vigente, i Giudici del TAR, ovviamente increduli di un tale comportamento del Ministero, hanno sospeso le circolari ministeriali e nello stesso tempo hanno chiesto alla Ministra una documentata relazione, rinviando ogni ulteriore decisione all’ udienza del 19 luglio prossimo.
Cosa dovrebbe succedere se la Ministra avesse un minimo di senso dello Stato?
1. Le iscrizioni nelle prime classi delle scuole secondarie superiori di II grado sono state effettuate al buio senza poter conoscere i nuovi ordinamenti ed il piano dell’offerta formativa di ciascuna istituzione scolastica.
La Ministra dovrebbe, quanto meno, attendere la pubblicazione di tutti i regolamenti relativi alle scuole superiori di II grado e quindi invitare le istituzioni scolastiche ad adottare i piani dell’offerta formativa conformi ai nuovi ordinamenti e quindi riaprire i termini per le iscrizioni nelle prime classi.
2. Gli organici del personale docente sono stati disposti sulla base dei nuovi ordinamenti non ancora in vigore e quindi in violazione degli ordinamenti vigenti ed inoltre senza il prescritto Decreto Interministerale (nella circolare n. 37 preannunciato, ma mai formalizzato) e soprattutto senza aver acquisito il preventivo parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni. Cosa di dovrebbe fare? Sospendere subito gli organici determinati in modo illegittimo e di tutti i conseguenti effetti e riattivare, ormai per l’anno prossimo, la procedura regolare.
Considerando però che la Ministra appartiene alla scuola berlusconiana secondo cui le ordinanze e le sentenze dei Giudici sono soltanto intralci alla politica ( se non manovre dei comunisti), è prevedibile che la Ministra, continuando a violare le leggi, ignorerà anche l’ordinanza del TAR, lasciando la scuola nel caos più assoluto
Che fare?
Anzitutto le forze politiche parlamentari e extraparlamentari dovrebbero, per un volta almeno, tutte insieme, unitamente alle OO SS., non limitarsi alla rituale interrogazione parlamentare, ma promuovere una qualche iniziativa forte e visibile e soprattutto unitaria contro le illegittimità con cui la Gelmini governa la scuola. Lo faranno?
Gli Enti locali che hanno giustamente protestato per i tagli agli organici oltre per i tagli previsti nella recente manovra finanziaria, potrebbero e dovrebbero subito intervenire presso le autorità scolastiche locali per chiedere subito la sospensione dei tagli illegittimi. Lo faranno?
Le Regioni che per il DPR n.81/09 dovevano essere sentite, in sede di Conferenza Unificata Stato – Regioni, prima della determinazione a livello regionale delle dotazioni organiche e non sono state sentite, per rispetto delle loro prerogative, dovrebbero pretendere l’immediata sospensione di tutti i tagli agli organici ed, in caso contrario, impugnare tutti i provvedimenti adottati dalla Ministra e dagli uffici scolastici provinciali. Lo faranno?
I ricorrenti ed in generale genitori, studenti e lavoratori della scuola che hanno subito la conseguenze negative delle circolari ministeriali possono sulla base della sospensione del TAR diffidare la Ministra e promuovere le opportune azioni giudiziarie a tutela dei loro interessi.
Il Tavolo Regionale della Toscana per la difesa della Scuola Statale, avvalendosi di un gruppo di legali provvederà a garantire l’opportuna assistenza per le diverse situazioni che possono essere:
1. genitori e studenti che intendono modificare la scelta dell’iscrizione fatta prima della pubblicazione dei nuovi ordinamenti della scuola secondaria di II grado
2. docenti individuati come soprannumerari sulla base degli organici per l’a.s. 2010-11 palesemente illegittimi;
c) aspiranti alle assunzioni per l’a.s. 2010-11 che rischiano di rimanere privi di occupazione o con occupazioni precarie.
Il Tavolo regionale per la difesa della scuola statale solleciterà gli Enti locali e la Regione Toscana per una loro immediato intervento presso il Ministero, nello stesso tempo, auspicando un concreto impegno dei giuristi democratici, garantirà a tutti gli interessati la necessaria assistenza. Se ognuno fa la propria parte in modo coordinato, l’arroganza di questa maggioranza si può efficacemente contrastare.
Il tavolo toscano si riunirà il 1 luglio, ci auguriamo di trovarci tutti insieme .
Corrado Mauceri del Tavolo Regionale toscano per la difesa della scuola statale
Dibattito sulla scuola : U, Uen, Uer, Uot, Uai
Ma il Pierino che c’è in me scalpita. Anzi avendo usato prima l’inglese… il Pieraino che c’è in me scalpita.
Infatti dopo che una delle tre I del ministro Moratti (inglese, appunto) è stata così tanto pubblicizzata e così poco sostenuta, dopo che il ministro Gelmini promette che presto alle superiori una materia sarà spiegata in inglese (chissà forse una di quelle materie che non ci saranno più), dopo che il Ministero si propone di preparare i docenti della scuola elementare all’insegnamento della lingua inglese soltanto facendo(ci) frequentare pochissime ore di formazione e facendo(ci) on-line…are per altre ore, credo sarebbe più appropriato applicare la regola delle cinque U: U, Uen, Uer, Uot, Uai.
Quindi… ai trai…
U/Chi? Il PD di Ferrara
Uer/Dove? Alla FESTA PD di Barco
Ies, bat uer uer/Sì, ma dove di preciso? Al Centro Sportivo Diamante di via Padova
Uot/Cosa? Un Dibattito
Uot caind ov discassion/Che tipo di dibattito? “ASCOLTIAMO CHI FA SCUOLA”
Uen/Quando? Martedì 6 Luglio alle ore 21
U uill bi zer/Chi ci sarà? Parteciperanno: Rappresentanti Genitori, Rappresentanti Insegnanti, Rappresentanti Studenti.
Ascolteranno fra gli altri:
CRISTINA CORAZZARI Docente di scuola secondaria di primo grado. Consigliera Comunale PD.
MAURO PRESINI Docente di scuola primaria. Coordinamento Istruzione Pubblica di Ferrara.
ELISABETTA CHEMELLO Docente di scuola secondaria di secondo grado. Componente Commissione Scuola Cultura Circoscrizione 3.
Uai/Perché? Because… WE ARE ALL INVOLVED! Siamo tutti coinvolti!
However you get angry, good participation.
Health and greetings. Mauro
Gliele suoniamo ancora
Mentre i ministri Bondi e Gelmini danno vita a Liberamente, una fondazione che ha come punto di riferimento il pensiero (?!?) del Presidente del Consiglio, c’è proprio bisogno che noi gliele suoniamo!
Mentre don Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio per molestie sessuali e sua nipote Maria Stella sarebbe da indagare per molestie culturali e sociali su minori, è indispensabile che noi gliele suoniamo!
Perciò…
Martedì 22 giugno alle ore 21 in Piazza Trento e Trieste
FLC CGIL organizza un
CONCERTO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
Gliele suonano:
Marco Polesinanti al sax
Salvo Pennini al clarinetto
Roberto Felloni alla chitarra
Adriano Brunelli al basso
Stefano Peretto alla batteria
ovvero: Jazz Fusion Quintet
Inoltre…musica, proiezioni, letture, interventi, jam session
Comunque gliele suoniate, buona partecipazione. Mauro