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Venerdì 15 Luglio 2011 18:35

Acqua, beni comuni e servizi pubblici: cosa fare dopo la vittoria referendaria

Scritto da  Redazione
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Riflessioni e proposte di Sinistra Aperta

Sinistra Aperta ha creduto e lavorato, insieme a tante Associazioni e forze della sinistra migliore del nostro Paese, per la grande, e in parte inattesa, vittoria referendaria di giugno.Quella vittoria rappresenta oggi, un ineludibile punto di svolta culturale e politico.
Al di là del merito, importantissimo, la vittoria referendaria segnala una coscienza diffusa e radicata, maggioritaria nel Paese, che crede ancora all’importanza di valori e beni comuni e alla incompatibilità con un’idea di mercato in balia di un capitalismo e un consumismo senza regole.
Una coscienza civica sul valore dei beni comuni che si è mantenuta vigile nonostante anni di martellante cultura berlusconiana.
Beni “comuni”, di tutti, degli uomini e delle donne di oggi e di quelli di domani e della comunità intera e che, in quanto tali non devono né possono essere merce di scambio e di commercio privato o, peggio ancora , come troppo spesso accade, di rapina e speculazione, sono certamente l'acqua, ma con essa e in senso lato tutto l'ambiente, la salute delle persone, l’istruzione pubblica, l'aria che respiriamo e finanche l'etere di cui troppo a lungo e in modo indegno in questo Paese si è fatto commercio a fine personali e di parte.
Ma l'esito referendario segna anche un secondo punto di primaria importanza culturale e politica, l'affermazione, anch'essa forte e chiara e tanto più di valore dopo anni di attacco forsennato al servizio pubblico, che la maggioranza degli italiani crede ancora che l'esistenza di servizi pubblici di qualità costituiscano fondamentali garanzia di accesso e di equità delle nostre comunità locali. Un'idea che,evidentemente, richiede rigore, coerenza e trasparenza, capacità di gestione della cosa pubblica all'altezza dei tempi coniugando sempre efficienza ed efficacia. Un’idea che Sinistra Aperta condivide fino in fondo e per la quale è disposta a battersi in ogni contesto e situazione ritenendola un prerequisito fondamentale di ogni società che aspiri a principi di eticità, giustizia sociale e solidarietà.
L’esito referendario, però, ci consegna anche la responsabilità di dar seguito coerente al dettato popolare che si è espresso in materia di gestione dell'acqua come bene pubblico facendo del tema della ripubblicizzazione del servizio idrico un argomento di impegno politico vero, evitando che diventi un solo “feticcio ideologico”, tradendo l’intelligenza dei cittadini, ma anche senza mosse gattopardesche che vanificherebbero di fatto il pensiero e la volontà degli elettori.
Con questo preciso obiettivo Sinistra Aperta ha a più riprese nei giorni scorsi incontrato le forze politiche che reggono il governo locale ferrarese chiedendo alle forze di maggioranza un impegno forte e coerente a partire dall'inserimento nello Statuto comunale di una “norma programmatica” che non obblighi nell'immediato scelte unilaterali, di fatto velleitarie , ma che orienti invece con decisione le scelte dell'Amministrazione in questo campo impedendo soluzioni di facciata che finirebbero con il contraddire la volontà espressa dai referendum e che limitandosi ad affrontare solo la questione tariffaria e degli investimenti sanciscano di fatto l'attuale status quo.

Con questa consapevolezza si è mosso ed è intervenuto il consigliere comunale di Sinistra Aperta.

Non vi è dubbio, infatti, che il superamento della gestione affidata ad Hera e il passaggio ad una gestione da parte di un ente pubblico non economico non potrà essere gratuito (se non altro perchè appare indiscutibile che per il nostro ordinamento costituzionale la revoca di un affidamento che comporta un profitto va adeguatamente indennizzato), né può essere proposto, se non per ragioni di mera propaganda politica, come soluzione di breve periodo, perchè chiaramente insostenibile per le casse degli Enti Locali, in ragione della crisi della finanza locale e dei vincoli scellerati posti in essere dal patto di stabilità. Ogni scelta unilaterale e cogente in questa direzione risulterebbe non solo velleitaria, ma avrebbe inevitabilmente ripercussioni pesantissime sul già fragile equilibrio finanziario dell'Amministrazione ferrarese, ripercuotendosi in modo pesantissimo su altri servizi comunali ugualmente essenziali per il bene della nostra comunità locale.
E' invece, assolutamente ragionevole e necessario che il tema della ripubblicizzazione dell'acqua sia posto da subito all'attenzione di tutti gli enti locali che partecipano della proprietà di Hera e a maggior ragione di quelli che hanno maggiori responsabilità nella sua governance, e che l'Amministrazione comunale ferrarese si faccia promotrice di un'azione congiunta e preveggente in questa direzione (ad esempio verificando la possibilità di separare societariamente in Hera la gestione del ciclo idrico), chiedendo nel contempo, con forza ,assieme ad associazioni e comitati impegnati su questi temi, che siano previsti appositi finanziamenti statali che consentano di far rientrare in tempi ragionevoli e certi la gestione del ciclo idrico all'interno di una gestione pubblica di qualità e con risorse tali da garantire ai cittadini un servizio efficiente e di alta qualità.

L'impegno di Sinistra Aperta è in questa direzione è massimo, come il convinto interesse a sviluppare un confronto e una proposta comune sinergie con tutte le forze politiche e sociali che hanno lavorato al risultato referendario e che condividono questi obiettivi.

Ferrara, 15 luglio 2011

Sinistra Aperta per FERRARA
Ultima modifica Venerdì 15 Luglio 2011 18:43

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